IPSOA Quotidiano

Modello IVA 2026 approvato in via definitiva

16/01/2026 - Con provvedimento del 15 gennaio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione IVA 2026. Nei quadri VE e VJ del modello 2026 trovano spazio le prestazioni di servizi rese alle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica per le quali è stata esercitata l’opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente, in nome e per conto del prestatore. Con provvedimento del 15 gennaio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha approvato il modello di dichiarazione IVA 2026. Nei quadri VE e VJ del modello 2026 trovano spazio le prestazioni di servizi rese alle imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica per le quali è stata esercitata l’opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente, in nome e per conto del prestatore.

Modello IVA 2026: novità per società di comodo e servizi di logistica

16/01/2026 - Tra le novità del modello di dichiarazione IVA relativo all’anno 2025, <a rel="noopener noreferrer" target="_blank" title="approvato dall’Agenzia delle Entrate" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/01/16/modello-iva-2026-approvato-via-definitiva">approvato dall’Agenzia delle Entrate</a>, si segnala l’apertura sui crediti IVA delle società di comodo, che non subiscono più limitazioni, e l’introduzione di specifici righi in caso di opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente per i servizi resi a imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica. Tra le novità del modello di dichiarazione IVA relativo all’anno 2025, approvato dall’Agenzia delle Entrate, si segnala l’apertura sui crediti IVA delle società di comodo, che non subiscono più limitazioni, e l’introduzione di specifici righi in caso di opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente per i servizi resi a imprese di trasporto, movimentazione merci e logistica.

Via libera alla Certificazione Unica 2026

16/01/2026 - Con provvedimento del 15 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha approvato la Certificazione Unica - CU 2026, relativa all’anno 2025, unitamente alle istruzioni per la compilazione, nonché il frontespizio per la trasmissione telematica e il quadro CT con le relative istruzioni. L’invio telematico delle certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente e ai redditi diversi è effettuato all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo 2026. Con provvedimento del 15 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha approvato la Certificazione Unica - CU 2026, relativa all’anno 2025, unitamente alle istruzioni per la compilazione, nonché il frontespizio per la trasmissione telematica e il quadro CT con le relative istruzioni. L’invio telematico delle certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente e ai redditi diversi è effettuato all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo 2026.

TFR e previdenza per neoassunti: cosa cambia davvero dal 2026

16/01/2026 - La <a target="_blank" title="legge di Bilancio 2026" href="https://www.ipsoa.it/speciali/legge-bilancio">legge di Bilancio 2026</a> (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>) introduce una profonda revisione della storica funzione del TFR, ridefinendone finalità e destinazione. Il trattamento di fine rapporto, nato come retribuzione differita a tutela del lavoratore, viene ora orientato con decisione verso il rafforzamento della previdenza complementare e del Fondo di tesoreria INPS. Il nuovo meccanismo di silenzio assenso, attivo dal 1° luglio 2026, modifica le scelte di conferimento per lavoratori di prima assunzione e non, rendendo la previdenza integrativa un passaggio sempre più centrale. Parallelamente, si amplia la platea delle imprese obbligate al versamento in tesoreria, con impatti significativi sulla gestione finanziaria aziendale. È bene che le aziende si organizzino da subito per reperire nuove risorse finanziarie per sopperire all’impossibilità di utilizzare il fondo TFR. La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) introduce una profonda revisione della storica funzione del TFR, ridefinendone finalità e destinazione. Il trattamento di fine rapporto, nato come retribuzione differita a tutela del lavoratore, viene ora orientato con decisione verso il rafforzamento della previdenza complementare e del Fondo di tesoreria INPS. Il nuovo meccanismo di silenzio assenso, attivo dal 1° luglio 2026, modifica le scelte di conferimento per lavoratori di prima assunzione e non, rendendo la previdenza integrativa un passaggio sempre più centrale. Parallelamente, si amplia la platea delle imprese obbligate al versamento in tesoreria, con impatti significativi sulla gestione finanziaria aziendale. È bene che le aziende si organizzino da subito per reperire nuove risorse finanziarie per sopperire all’impossibilità di utilizzare il fondo TFR.

Certificazione Unica 2026: le novità e le criticità del modello

16/01/2026 - L’Agenzia delle Entrate ha diffuso la versione definitiva della Certificazione Unica 2026 in cui il sostituto d’imposta deve esporre, oltre ai consueti dati fiscali relativi alle retribuzioni imponibili non riconosciute ai lavoratori nel 2025, anche le misure agevolative introdotte dalla legge di Bilancio 2025 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 2072024" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000974540SOMM">legge n. 207/2024</a>). Si tratta delle nuove detrazioni, dei vari regimi di non imponibilità e di tutti gli obblighi informativi che incidono direttamente sulla fase di conguaglio e sulla predisposizione del 730 precompilato. Quali sono le principali novità del modello e cosa deve fare il datore di lavoro? L’Agenzia delle Entrate ha diffuso la versione definitiva della Certificazione Unica 2026 in cui il sostituto d’imposta deve esporre, oltre ai consueti dati fiscali relativi alle retribuzioni imponibili non riconosciute ai lavoratori nel 2025, anche le misure agevolative introdotte dalla legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024). Si tratta delle nuove detrazioni, dei vari regimi di non imponibilità e di tutti gli obblighi informativi che incidono direttamente sulla fase di conguaglio e sulla predisposizione del 730 precompilato. Quali sono le principali novità del modello e cosa deve fare il datore di lavoro?

Decontribuzione Sud e bonus under 36 estesi alle agenzie di assicurazione: come recuperare gli sgravi

16/01/2026 - La legge di Bilancio 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>) pone rimedio, anche se parzialmente, all’esclusione di alcuni datori di lavoro del settore assicurativo da due dei più importanti incentivi all’occupazione del periodo 2021-2024: la decontribuzione Sud e il bonus under 36. Sarà possibile recuperare gli importi relativi agli sgravi contributivi riferiti esclusivamente al periodo decorrente dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2024. La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) pone rimedio, anche se parzialmente, all’esclusione di alcuni datori di lavoro del settore assicurativo da due dei più importanti incentivi all’occupazione del periodo 2021-2024: la decontribuzione Sud e il bonus under 36. Sarà possibile recuperare gli importi relativi agli sgravi contributivi riferiti esclusivamente al periodo decorrente dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2024.

IFRS 16 Leasing: rilevanza contabile e impatti fiscali sulle deduzioni

07/01/2026 - Il fatto che la quasi totalità dei contratti di leasing debba essere iscritta a bilancio, secondo le previsioni dell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="IFRS 16" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000857087SOMM">IFRS 16</a>, ha portato alla modifica di quelli che sono indicatori patrimoniali, gestionali e finanziari; ciò genera, a sua volta, una ricaduta sul calcolo delle imposte e sulla deducibilità dei costi. Assume pertanto rilievo l’analisi approfondita, teorica e operativa, del principio contabile e delle relative conseguenze fiscali, con focus sulle differenze tra la normativa civilistica e la normativa tributaria. Il fatto che la quasi totalità dei contratti di leasing debba essere iscritta a bilancio, secondo le previsioni dell’IFRS 16, ha portato alla modifica di quelli che sono indicatori patrimoniali, gestionali e finanziari; ciò genera, a sua volta, una ricaduta sul calcolo delle imposte e sulla deducibilità dei costi. Assume pertanto rilievo l’analisi approfondita, teorica e operativa, del principio contabile e delle relative conseguenze fiscali, con focus sulle differenze tra la normativa civilistica e la normativa tributaria.

Revisori legali: contributo annuale da versare entro il 31 gennaio 2026

30/12/2025 - Il Ministero delle Finanze comunica ricorda che il contributo annuale per gli iscritti al Registro dei revisori legali è fissato per il 2026 a 57 euro. Dal 2 gennaio e fino al 31 gennaio 2026 il pagamento può essere effettuato online tramite SPID o CIE accedendo all’area riservata del portale della revisione legale, dove sono disponibili anche gli avvisi di pagamento, non più inviati in formato cartaceo. Il MEF, tramite CONSIP, invia ogni anno una comunicazione con istruzioni e scadenze al domicilio digitale indicato nel Registro, oppure via email o posta ordinaria. I revisori della sostenibilità abilitati nel 2025 non devono versare contributi aggiuntivi, oltre ai 57 euro annuali: il contributo fisso di 50 euro previsto dal <a rel="noopener noreferrer" target="_blank" class="rich-legge" title="DM 19 febbraio 2025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000978118SOMM">D.M. 19 febbraio 2025</a> copre infatti le spese amministrative e non è richiesto negli anni successivi. Il Ministero delle Finanze comunica ricorda che il contributo annuale per gli iscritti al Registro dei revisori legali è fissato per il 2026 a 57 euro. Dal 2 gennaio e fino al 31 gennaio 2026 il pagamento può essere effettuato online tramite SPID o CIE accedendo all’area riservata del portale della revisione legale, dove sono disponibili anche gli avvisi di pagamento, non più inviati in formato cartaceo. Il MEF, tramite CONSIP, invia ogni anno una comunicazione con istruzioni e scadenze al domicilio digitale indicato nel Registro, oppure via email o posta ordinaria. I revisori della sostenibilità abilitati nel 2025 non devono versare contributi aggiuntivi, oltre ai 57 euro annuali: il contributo fisso di 50 euro previsto dal D.M. 19 febbraio 2025 copre infatti le spese amministrative e non è richiesto negli anni successivi.

Fondi per rischi e oneri: le novità introdotte dall'OIC

29/12/2025 - L’OIC ha <a target="_blank" title="modificato l’OIC 31" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/12/10/oic-pubblicati-aggiornamenti-principi-contabili-nazionali">modificato l’OIC 31</a> in materia di attualizzazione dei fondi per oneri, fornendo chiarimenti in merito alla corretta classificazione degli effetti contabili derivanti dal trascorrere del tempo e dalla revisione del tasso di attualizzazione. Tali effetti, qualora rilevanti, devono essere rilevati in una specifica voce della classe C del Conto economico, denominata “17-ter) Effetti di attualizzazione dei fondi per oneri”. Quali sono le implicazioni contabili di tale chiarimento ai fini della redazione del bilancio d’esercizio? L’OIC ha modificato l’OIC 31 in materia di attualizzazione dei fondi per oneri, fornendo chiarimenti in merito alla corretta classificazione degli effetti contabili derivanti dal trascorrere del tempo e dalla revisione del tasso di attualizzazione. Tali effetti, qualora rilevanti, devono essere rilevati in una specifica voce della classe C del Conto economico, denominata “17-ter) Effetti di attualizzazione dei fondi per oneri”. Quali sono le implicazioni contabili di tale chiarimento ai fini della redazione del bilancio d’esercizio?

ISMEA Investe 2026: finanziamenti per la filiera agroalimentare

16/01/2026 - ISMEA Investe 2026 mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere la crescita e il consolidamento della filiera agroalimentare italiana. La misura favorisce fusioni, acquisizioni e investimenti produttivi, puntando su rafforzamento patrimoniale, integrazione di filiera e competitività. Le imprese possono accedere a finanziamenti agevolati o a condizioni di mercato, con scadenza per la domanda fissata al 15 maggio 2026. ISMEA Investe 2026 mette a disposizione 100 milioni di euro per sostenere la crescita e il consolidamento della filiera agroalimentare italiana. La misura favorisce fusioni, acquisizioni e investimenti produttivi, puntando su rafforzamento patrimoniale, integrazione di filiera e competitività. Le imprese possono accedere a finanziamenti agevolati o a condizioni di mercato, con scadenza per la domanda fissata al 15 maggio 2026.

Orizzonte Europa: nuovi inviti per IA e tecnologie emergenti

15/01/2026 - La Commissione europea ha pubblicato due nuovi inviti nell’ambito del polo “Digitale, industria e spazio” di Orizzonte Europa, con l’obiettivo di rafforzare innovazione e competitività tecnologica dell’UE. Il primo bando sostiene lo sviluppo di servizi di intelligenza artificiale affidabili, soluzioni avanzate per i dati e tecnologie strategiche, includendo robotica, quantistica, fotonica e mondi virtuali. Una parte rilevante delle risorse è destinata all’iniziativa “Open Internet Stack”, orientata alla creazione di applicazioni e componenti digitali a supporto dei beni comuni tecnologici europei. Il secondo invito promuove l’autonomia strategica aperta nelle tecnologie digitali emergenti e nelle materie prime critiche, con focus su agenti di IA di nuova generazione, robotica industriale e materiali innovativi. Entrambi i bandi mirano a consolidare la leadership europea nelle tecnologie chiave, favorendo un’innovazione sostenibile e centrata sulle persone. Le candidature sono aperte fino al 15 aprile 2026. La Commissione europea ha pubblicato due nuovi inviti nell’ambito del polo “Digitale, industria e spazio” di Orizzonte Europa, con l’obiettivo di rafforzare innovazione e competitività tecnologica dell’UE. Il primo bando sostiene lo sviluppo di servizi di intelligenza artificiale affidabili, soluzioni avanzate per i dati e tecnologie strategiche, includendo robotica, quantistica, fotonica e mondi virtuali. Una parte rilevante delle risorse è destinata all’iniziativa “Open Internet Stack”, orientata alla creazione di applicazioni e componenti digitali a supporto dei beni comuni tecnologici europei. Il secondo invito promuove l’autonomia strategica aperta nelle tecnologie digitali emergenti e nelle materie prime critiche, con focus su agenti di IA di nuova generazione, robotica industriale e materiali innovativi. Entrambi i bandi mirano a consolidare la leadership europea nelle tecnologie chiave, favorendo un’innovazione sostenibile e centrata sulle persone. Le candidature sono aperte fino al 15 aprile 2026.

Misura USA: il sostegno di Simest per le imprese italiane

15/01/2026 - Simest, in collaborazione con la Farnesina, annuncia l’avvio della Misura USA, pensata per rafforzare la competitività delle imprese italiane – anche non esportatrici – interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico per il Made in Italy. La misura offre finanziamenti agevolati per investimenti produttivi, commerciali, digitali, ESG e per il rafforzamento delle filiere, con nove soluzioni dedicate e riserve specifiche per mercati strategici. Previste inoltre quote di fondo perduto per start‑up e PMI innovative, giovanili, femminili, del Mezzogiorno o con requisiti di sostenibilità. Le imprese beneficiarie potranno essere soggette a verifiche per tutelare gli interessi economici nazionali ed europei. Sul fronte degli investimenti partecipativi, Simest sostiene l’espansione internazionale tramite partecipazioni di minoranza e finanziamenti soci, utilizzando risorse proprie, fondi pubblici MAECI e, per l’UE, la provvista agevolata della BEI. Simest, in collaborazione con la Farnesina, annuncia l’avvio della Misura USA, pensata per rafforzare la competitività delle imprese italiane – anche non esportatrici – interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico per il Made in Italy. La misura offre finanziamenti agevolati per investimenti produttivi, commerciali, digitali, ESG e per il rafforzamento delle filiere, con nove soluzioni dedicate e riserve specifiche per mercati strategici. Previste inoltre quote di fondo perduto per start‑up e PMI innovative, giovanili, femminili, del Mezzogiorno o con requisiti di sostenibilità. Le imprese beneficiarie potranno essere soggette a verifiche per tutelare gli interessi economici nazionali ed europei. Sul fronte degli investimenti partecipativi, Simest sostiene l’espansione internazionale tramite partecipazioni di minoranza e finanziamenti soci, utilizzando risorse proprie, fondi pubblici MAECI e, per l’UE, la provvista agevolata della BEI.

Due diligence e gestione delle criticità: quali opzioni per il venditore?

16/01/2026 - Nelle operazioni di mergers and acquisitions disciplinate dal diritto statunitense, la due diligence rappresenta una fase centrale del processo di acquisizione. Intesa generalmente come strumento di tutela dell’acquirente, la “dovuta diligenza” consente di valutare la situazione giuridica, fiscale e operativa della società target, nonché i rischi connessi all’operazione, incidendo in modo diretto sulla struttura e sull’equilibrio negoziale dell’operazione. Dal punto di vista del venditore, tuttavia, la due diligence può trasformarsi in un momento critico, in quanto le problematiche emerse nel corso delle verifiche possono rallentare le trattative, determinare richieste di riduzione del prezzo o di irrigidimento delle condizioni contrattuali e, nei casi più estremi, compromettere la riuscita dell’operazione. Da qui la necessità di una gestione strategica, consapevole e, talvolta, preventiva del rischio. Nelle operazioni di mergers and acquisitions disciplinate dal diritto statunitense, la due diligence rappresenta una fase centrale del processo di acquisizione. Intesa generalmente come strumento di tutela dell’acquirente, la “dovuta diligenza” consente di valutare la situazione giuridica, fiscale e operativa della società target, nonché i rischi connessi all’operazione, incidendo in modo diretto sulla struttura e sull’equilibrio negoziale dell’operazione. Dal punto di vista del venditore, tuttavia, la due diligence può trasformarsi in un momento critico, in quanto le problematiche emerse nel corso delle verifiche possono rallentare le trattative, determinare richieste di riduzione del prezzo o di irrigidimento delle condizioni contrattuali e, nei casi più estremi, compromettere la riuscita dell’operazione. Da qui la necessità di una gestione strategica, consapevole e, talvolta, preventiva del rischio.

Procedimenti penali: nuove regole UE per l'acquisizione di prove elettroniche

15/01/2026 - La Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2026 ha pubblicato il decreto legislativo n. 216/2025, che attua la <a target="_blank" class="rich-legge" title="direttiva (UE) 20231544" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000947859SOMM">direttiva (UE) 2023/1544</a> sulle modalità di designazione degli stabilimenti designati e dei rappresentanti legali per l’acquisizione di prove elettroniche nei procedimenti penali. Il decreto definisce le regole per gestire in Italia le richieste provenienti dalle autorità degli altri Stati membri e disciplina anche gli ordini emessi dalle autorità italiane verso i prestatori di servizi digitali. Le imprese che offrono servizi nell’UE devono designare uno stabilimento o nominare un rappresentante legale in uno Stato membro in cui operano, mentre i prestatori extra‑UE o situati in Stati non partecipanti agli strumenti europei devono comunque nominare un rappresentante nell’Unione. Gli stabilimenti designati devono disporre di poteri e risorse adeguati per collaborare con le autorità. Gli obblighi decorrono da agosto 2026 o entro sei mesi dall’avvio dei servizi nell’UE. Il decreto entra in vigore il 30 gennaio 2026. La Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2026 ha pubblicato il decreto legislativo n. 216/2025, che attua la direttiva (UE) 2023/1544 sulle modalità di designazione degli stabilimenti designati e dei rappresentanti legali per l’acquisizione di prove elettroniche nei procedimenti penali. Il decreto definisce le regole per gestire in Italia le richieste provenienti dalle autorità degli altri Stati membri e disciplina anche gli ordini emessi dalle autorità italiane verso i prestatori di servizi digitali. Le imprese che offrono servizi nell’UE devono designare uno stabilimento o nominare un rappresentante legale in uno Stato membro in cui operano, mentre i prestatori extra‑UE o situati in Stati non partecipanti agli strumenti europei devono comunque nominare un rappresentante nell’Unione. Gli stabilimenti designati devono disporre di poteri e risorse adeguati per collaborare con le autorità. Gli obblighi decorrono da agosto 2026 o entro sei mesi dall’avvio dei servizi nell’UE. Il decreto entra in vigore il 30 gennaio 2026.

Prove elettroniche: ordini europei di produzione e conservazione nei procedimenti penali

15/01/2026 - La Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2026 ha pubblicato il decreto legislativo n. 215/2025, che entrerà in vigore il 30 gennaio 2026 e che adegua l’ordinamento italiano al<a target="_blank" class="rich-legge" title="regolamento (UE) 2023154" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000947864SOMM"> regolamento (UE) 2023/154</a>3 sugli ordini europei di produzione e conservazione delle prove elettroniche nei procedimenti penali. Il decreto individua in modo puntuale le autorità italiane competenti a emettere, convalidare, trasmettere, ricevere ed eseguire tali ordini, nonché a gestire le relative notifiche. Stabilisce inoltre quali uffici giudiziari sono responsabili dell’esecuzione degli ordini e dei certificati EPOC ed EPOC‑PR provenienti da altri Stati membri. Vengono definite anche le procedure per il riesame delle obiezioni sollevate dai destinatari degli ordini europei di produzione, assicurando un quadro operativo chiaro e coerente per la cooperazione giudiziaria digitale in ambito penale. La Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2026 ha pubblicato il decreto legislativo n. 215/2025, che entrerà in vigore il 30 gennaio 2026 e che adegua l’ordinamento italiano al regolamento (UE) 2023/1543 sugli ordini europei di produzione e conservazione delle prove elettroniche nei procedimenti penali. Il decreto individua in modo puntuale le autorità italiane competenti a emettere, convalidare, trasmettere, ricevere ed eseguire tali ordini, nonché a gestire le relative notifiche. Stabilisce inoltre quali uffici giudiziari sono responsabili dell’esecuzione degli ordini e dei certificati EPOC ed EPOC‑PR provenienti da altri Stati membri. Vengono definite anche le procedure per il riesame delle obiezioni sollevate dai destinatari degli ordini europei di produzione, assicurando un quadro operativo chiaro e coerente per la cooperazione giudiziaria digitale in ambito penale.

Quotidiano Giuridico

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